|
|
|
Roberto Acerra AI MIEI POETI
I miei poeti I miei poeti Non hanno mai scritto un verso E dubito che abbiano mai letto un libro Uno è una giacca marrone pulciosa Vive due passi dietro la vecchia madre Non parlano mai i miei poeti Siedono al balcone intere giornate Immobili come Giobbe ammezzo alla cenere Un altro è un cappello calcolato sul cranio Due occhi da naufragio Sopra un collo da uccello cieco Fruga nella spazzatura Fuma una sigaretta al minuto Ossa e nervi in movimento continuo Non so come abitino la loro notte Se parlino a Gesù o vadano a puttane I miei poeti Sono cani senza speranza Percorsi sempre identici Nel nulla dei giorni Frugano nella spazzatura Felici di trovarci un accendino
EMICRANIA
La distruzione di Tokio Per una semplice emicrania (Tetsuo!) Non è così eccessivo Succede di peggio Per esempio I tram sono affollati Di gente che ha sempre Opinioni su tutto Opere d’arte Sepolte in musei Per la gioia di turisti Che scattano foto Il mio giudizio è corrotto (a priori) Dall’eccessivo rumore Che sui giornali ha prodotto Un film come Eyes Wide Shut Ti sei mai chiesta Quale immagine di te ho nella testa Se quella a cui sto parlando Non sia di te una mia immagine Soltanto? Ultimamente la mia esistenza prevede Continui cambiamenti d’abito Lo sgocciolio di un rubinetto al buio Può portarti all’illuminazione Lattina di ossigeno Conservate in frigo Dopo un anno di judo Potrò romperti il collo Ragione pratica O imperativo morale La seduzione delle cose È nel valore commerciale L’imperativo è superarsi La fede è un’opinione La mancanza di interessi Sviluppa l’immaginazione Dalì dipingeva Orologi dissolti Il tempo è un’invenzione Perfetta come Dio Ti sei mai vista Nello specchio che di te hai nella testa E se l’immagine riflessa Fosse a sua volta una tua immagine Diversa?
QUATTRO STANZE PESSOANE
Viaggiare? Per viaggiare basta esistere – Ho in me tutti i paesaggi del mondo – Sono la matrice inarrestabile di un treno che passa Di giorno in giorno come di stazione in stazione – Se immagino – vedo – Se penso di partire sono già arrivato – È in noi che i paesaggi hanno paesaggio – Immaginare un luogo è crearlo e dargli esistenza – Si può essere a Madrid senza essere a Madrid Ma dal barbiere a dare una spuntatina ai baffi – La vita è ciò che facciamo di essa – I viaggi sono i viaggiatori – Ciò che vediamo non è ciò che vediamo Ma ciò che siamo
Con la sola immaginazione Posso conoscere e capire tutto Tranne me stesso – Per conoscermi dovrei dimenticarmi Per dimenticarmi dovrei vivere Ma vivere è essere un altro – Osservarsi osservare e saperlo È come interpretarsi allo specchio – Ci sono persone che fanno ogni cosa Come se la stessero facendo scrivendo – Mi cammino accanto per le vie di Lisbona – Mangio se immagino di dover essere appetito – Intimamente so che tutto è falso E se anche fosse vero sarebbe ugualmente falso
Vivere una vita raffinata e senza passioni Al riparo delle idee – leggendo – Sognando e pensando a scrivere – Lontano dalle emozioni e dai pensieri Nel pensiero delle emozioni e nell’emozione Dei pensieri – Polline d’oro Che un vento ignoto alza nell’aria della sera – Essere questo con una ferma consapevolezza Senza allegria e senza tristezza Grato al sole per la sua luce Ed alle stelle per la loro lontananza – Non essere altro né altro desiderare – Le mie abitudini appartengono alla solitudine E non agli uomini Caro signore
Ignoro quale sia il tempo e quale la sua misura E non mi curo dei suoi capricci puerili Mi nutro del solitario piacere che dà la scrittura E curo le mie prose come aiuole primaverili Distante come le stelle ho abdicato alla vita E dell’amore ho amato solo il sogno Ho chiamato discesa la più impervia salita Calcolando in assenza l’ottenuto guadagno E non ho avuto che vento Soltanto vento – vento – Tra le mie dita il vento Imprendibile vento - vento - Il mio bellissimo fallimento Ma chissà perché Sono quasi contento In mezzo al vento
SORELLA
ma dimmi giri ancora in sedia a rotelle o preferisci strisciare o ti vedremo zoppicante in stampelle sulla tangenziale o presa con un nodo alla gola pronta per l’impiccagione coperta di foglie in Autunno a maledire il tuo nome ma dimmi apri ancora il tuo ombrello per ripararti dal sole e porti al guinzaglio la scimmia della consolazione ma di notte c’è un cane che abbaia sotto il tuo balcone faresti meglio a non lasciarlo salire faresti meglio a non dormire schiena contro schiena alla luna su un cumulo di rifiuti compri al pescegatto consigli in cambio di certi aiuti la terra su cui cammini si fa ogni giorno più scivolosa scegliere o essere scelti, vedrai non è mai la stessa cosa tua madre è sempre pronta a capirti e a dirti come fare in questo modo chi non vuole tradirti ti vuole sacrificare ha messo al mondo decine di figli lasciati come semi al vento chi non è morto di fame, stai certa è morto di ipernutrizione e allora ti vedrai sbucare un mattino da una crepa del muro o giù in strada a reggere un cartello NON C’E’ NESSUN FUTURO in ogni caso sembrerai convinta qualsiasi cosa ti stia accadendo che la partita è in pratica vinta non c’è nessun ripensamento |