Lucia Guidone

VOLO PROIBITO

 

 

Inciso.

Terzine di crome.

Il chiaro di luna introduce l’addio.

Addio.

 

 

Mondo di maschere

Ero menzogna.

Godevo nel sentirmi barriera.

 

 

Dondola

Dondola

senza cadere

Gira

Rigira

senza inciampare

Sospesa ad un filo

non devi tremare

ad occhi chiusi

puoi sospirare.

 

Distrazioni sommerse

abbeverano deserti remoti

Rimpianto.

Delicato

sottile

sinuoso sobbalzo.

Buio.

 

Chiedere goccia all’acqua

soffio forte

spingere ascolto al vuoto

cielo muto

premere aria al grido

terra stanca.

 

 

Seduto

si perse

attese

si levò

rapito da un respiro

incendiò l’alba.

 

Molli membra

sciolgono

grovigli di sole.

Leggerezze sospese

annaffiano

risvegli.

 

Coltre fumosa

Indaga.

Velluti

dormienti

ingoiano abbracci.

 

 

Parlami

parlami

non ti fermare

Guardami

Guardami

voglio tentare

Stringimi

Stringimi

lasciami andare.

 

Il silenzio taglia la città

tacita intesa del mondo.

Oso le differenze.

Disarmata

mi inchino alla notte.

 

Grande centro

né vele né motori

Tempesta.

Onda che ha perso la riva

Cerchio che perso il suo centro.

 

 

Lontano

ormeggiò.

Nessuno la vide sospesa.

Nessuno l’udì riposare.

Nessuno la credette addormentata per sempre.

 

 

 

 

 

Deformate

parole

s’ignorano

pur guardandosi.

 

Angeli sbronzi

pregano

demoni folli.

Inebriati

palpitii

Scalpitano.

 

 

Squarcio il cielo

Vesto l’angoscia

Il giorno cadrà

La notte cadrà

Il giorno cadrà.

La notte cadrà

Io dormirò.

 

Era il mio amore.

Il sole.

 

Strisciano cervelli

nei ventri

teste battenti

imbruttiscono

pendolano facce

ai cappi

logorano ragnatele

ai fianchi.

 

 

Prati

attingono

pozzanghere

spillano

scarpe di vela.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sbiadita

incandescenza notturna

attese

spinse contro vento

impallidì

prima di svanire.

 

Ordini da eseguire.

Nessuna ribellione.

Rassegnazione.

Mente stretta.

Prigionia.

 

 

Pelli truccate

chiese silenti

santi e preghiere

a intonare cori stanchi

labbra di lupi

a rubare carni altrui.

 

Musiche

profumano

pelli.

Fiammeggiano

sonni antichi.

 

 

 

OMBRA DI UNA NUBE GIGANTE

 

 

L’attese.

Arrivò

La rincorse.

Le scivolò.

La ritrovò.

Si aggrappò.

Con lei volò.

 

Mi vedo.

Dal petto sfuggono

ricordi.

Svanisco.

 

 

Pellegrinaggio.

Candele sciolte

Bussano

vetri di luna

infrangono

verità di cera.

 

Sopra il ponte

angeli danzano

sopra il ponte

angeli ridono

sopra il ponte

angeli chiamano

sopra il ponte

angeli guardano

sopra il ponte

angeli cadono.

 

 

Lento

fragile

passo di danza.

Fuggevole folle

ingrato attimo.

Distacco distratto.

Caduta libera.

 

Pallidi visi

intrecciano

fitte trame.

Candidi veli

gioiscono

corpi nudi.

 

Notti sparse

conducono l’assenza.

Stelle riverenti

traboccano lontananza.

Ricordi dispersi

scalano specchi di presente.

 

 

Ricerca di ricordi

sorrisi

languore di sguardi.

Calda

magica

trasparenza

visse all’angolo di una bocca.

 

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